Valconca
Il torrente Conca nasce dal monte Carpegna m 1415, dopo un corso di circa 50 km si getta nell’Adriatico nei pressi di Cattolica. Il suo corso è accompagnato dalla strada Provinciale fondovalle, in Emilia Romagna il primo tratto la SP 17 (Saludicese) fino a Morciano, poi SP 18 fino confine di Regione nei pressi di Sassofeltrio. Entra nelle Marche prosegue su SP 2 fino Montecerignone. Nei pressi di questa località il Torrente si allontana dalla strada che procede per l’abitato di Crpegna. Puntando decisamente verso il Monte Carpegna che raggiunge dopo aver attraversato la SP 6 (Montefeltrese) che unisce Mercato Vecchio a Villagrande di Montecopiolo.Lungo il suo corso a parte Mercato Conca e Morciano di Romagna, non attraversa agglomerati urbani, sede di comune, ma principalmente borghi e frazioni. La maggior parte dei comuni di questa vallata sono posti sulle colline che fanno corona al letto del fiume. Una prima deviazione ci porta subito sulle prime colline per visitare le prime tre caratteristiche cittadine di questo territorio. A soli 4 chilometri dal mare: San Giovanni in Marignano, detto 'il granaio dei Malatesta' per le sue terre fertili. Del periodo malatestiano è tutta la struttura urbanistica del centro con la cinta muraria e i torrioni, o le grotte per la conservazione del grano. Piccolo gioiello è l'ottocentesco Teatro Massari.
Si giunge a Morciano di Romagna. Salendo le colline ondulate che affiancano il fiume Conca si arriva a Saludecio, borgo tutto chiuso nelle sue mura, con due porte d'accesso del XIV secolo, famosa per l'affermato 'Ottocento Festival' che si tiene ogni anno il mese di luglio. A Mondaino la bellissima Piazza Maggiore, con le sue arcate detta “Padella” per la sua forma a semicerchio, è il vanto del paese, assieme al Museo Paleontologico, ricchissimo di fossili provenienti dalla Valconca, la possente Rocca. A 7 km da Saludecio un altro “Gioiello” del Montefeltrio “Montegridolfo” posto sui confini della Provincia quasi sulla Valle del Foglia.
Montefiore è dominata dall'imponente la Rocca che si affaccia sulla Riviera. Percorrendo una Via Crucis tra gli alberi, si raggiunge il Santuario della Madonna di Bonora, meta di pellegrinaggi e di devozione, per le grazie accordate ai fedeli e testimoniate da una interessante raccolta di ex-voto. Baluardo dei Malatesta, ancor oggi per la sua particolare struttura e posizione riconoscibile anche da lontano in tutta la Bassa Valleconca. Prima di riguadagnare il fiume in deviazione breve Gemmano, paese coinvolto in un’aspra battaglia nel Settembre del 1944, completamente distrutto offre al visitatore la cinta muraria e gli ampi panorami che le hanno valso l’appellativo di “Balcone dell’Adriatico” Ritornaco verso Morciano a 3,5 km San Clemente antico Castello in forte rivalità per il controllo dei mercati con Saludecio e Montefiore. Proseguendo lungo il fiume Montecolombo e Montescudo.
La Valconca che si addentra nelle Marche è aspra e dolce, spoglia e lussureggiante, comunque interessante da percorrere. Sulla sponda sinistra del Conca Saaofeltrio potente castello conosciuto col nome di “ Serra del Sasso” A fondovalle troviamo 6 km Mercatino Conca che già nel nome richiama la sua origine di luogo di commercio, sancito nel 1508 dal Duca Guidubaldo. Anche oggi, ogni venerdì mattina si svolge il pittoresco mercato, così come nell’antichità il Venerdì Santo si teneva la Fiera del Bestiame, un lungo ponte di 6 arcate conduce alla valle del Foglia. A Montegrimano borgo fortificato con caratteristica struttura interna a forma di soirale , un referendum popolare ha voluto aggiungere anche «Le Terme “ per legare il nome del paese alle sorgenti alcaline della Fonte Cantoniera e trasformarlo dunque in Centro Termale. Ridiscendendo la Valle dopo 9 km Monte Cerignone , antico maniero appollaiato su uno sperone roccioso al Centro della Valle del Conca. Risalendo al bivio Villagrande di Montecopiolo, moderna stazione turistica non solo estiva, ma anche invernale posta ai margini del Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello.
Proseguendo si raggiunge Mercato Vecchio e Pietrarubbia Negli ultimi 6 km si arriva a Carpegna ultimo paese della Valle e sorto ai piedi dell’omonimo Monte di 1415 m, da cui nasce il fiume Conca o per dare ancor più rispetto “LA CONCA”. La valle del Conca ha la sua caratteristica più significativa nelle splendide colline. Sono colline morbide che formano un paesaggio dolce, solo qualche volta segnato dalle fenditure dei calanchi che, nel gioco dei contrasti di forme e colori, rendono ancora più vario e sorprendente il territorio. In Valconca i castelli e i borghi non si arrampicano sulle rocce più impervie, ma si appoggiano sulla sommità dei promontori più panoramici, quelli da cui è più facile difendere le mura paesane ma anche controllare i campi e vivere un rapporto tranquillo e quotidiano con la campagna. Percorrendo la strada principale che segue il corso del fiume da dove ha inizio, sul Monte Carpegna a circa 1400 metri di altezza, fino al mare, dove sfocia tra Cattolica e Misano Adriatico, si attraversano terre diverse per natura e storia.
La parte più alta, in territorio marchigiano, ha nel paesaggio, nell'economia e nella cultura alcuni caratteri tipici dell'Appennino; i boschi, i pascoli, gli edifici rurali sono quelli della montagna tra Marche, Romagna e Toscana. Scendendo comincia il susseguirsi di alte colline da cui si domina tutta la vallata e che videro le continue battaglie di confine tra gli eserciti dei Montefeltro, duchi di Urbino, e dei Malatesta, signori di Rimini. Rocche, torri, borghi fortificati, antiche chiese, opere d'arte sono ancora testimoni di un periodo storico, quello tra Medioevo e Rinascimento, che ha segnato profondamente l'identità della Valconca, che ha determinato i suoi confini amministrativi, i dialetti, le tradizioni. Proseguendo la discesa verso la pianura, entrando in Romagna, il paesaggio della campagna diventa ancora più dolce, la natura in parte selvatica convive armoniosamente con l'agricoltura, cominciano le coltivazioni tipiche della collina, restano i grandi panorami che oltre a spaziare sui monti dominano anche tutta la costa. Dai paesi che si dispongono sui promontori più elevati si vede sempre il mare, ormai vicino. E' in questo territorio, quello riminese, che la valle riserva notevoli sorprese: centri storici ricchi di monumenti, paesi vivi d'arte, di feste e di cultura, alcune piccole valli nascoste incredibilmente belle e integre in cui la fauna, la vegetazione, il paesaggio rurale, formano lo sfondo ideale di antichi dipinti e rappresentano un' occasione di turismo nuova e accattivante per vivere la campagna in tranquillità e a pochi passi dal mare.
Cucina locale: la cucina ripropone piatti del territorio, con preferenza per primi piatti sostanziosi come le tagliatelle al sugo di carne o di salsiccia e funghi, e secondi piatti di carne alla brace con castrato. Vini: tutti i vini della Romagna, dal Sangiovese al Trebbiano al Pagadebit, all'Albana Acquisti e souvenir: le mani sapienti degli artigiani traggono bei manufatti dal legno, dalla creta, dal ferro. Consigliamo le ceramiche a Montefiore e a Saludecio, il ferro battuto a Mondaino e, per gli appassionati le fisarmoniche, Dintorni: rimanendo sempre in tema di borghi malatestiani San Clemente è compreso all'interno della cinta muraria del castello dei Malatesta, con un largo piazzale su cui si affacciano belle costruzioni. Anche Montescudo fu in passato dominio dei Malatesta. Interessante il Museo della Civiltà contadina e il Museo della Linea Gotica nella frazione di Trarivi. Montegridolfo è stato interamente ristrutturato ed entrando nel borgo ci si immerge totalmente in un'atmosfera d'altri tempi. bello il parco delle Terme di Montegrimano. Montecerignone è tutto cinto da mura e conserva una struttura urbanistica interessante e una imponente rocca.






