Sant'Agata Feltria
Le origini di Sant’Agata Feltria sono assai incerte; si pensa che Tribù di Scassinati, Solonati e Sapinnati confluissero periodicamente sulla vetta del Mont’Ercole per offrire sacrifici a questo nume, che sul monte aveva il suo tempio.Geograficamente il territorio santagatese viene collocato nella regione Celtica Cisalpina delimitato dai fiumi Esino e Rubicone.
Zona montuosa, la cui peculiarità sono i querceti con grande produzione di ghiande, di suini e di pece, fu denominata “Mons Frasconis”, cioè monte delle fronde.
Intorno al 600 d.C., in seguito ad una frana, dal Monte Ercole si staccò una roccia arenaria, su cui agli inizi dell'VIII secolo sorse una chiesa dedicata a Sant'Agata.
Col tempo ai piedi della roccia venne a costituirsi un agglomerato di case, che in principio ebbe il nome di pietra Arenaria, presto corrotto in Anellaria, poi quello di Sant'Agata Feltria.
Secondo una leggenda, la chiesa fu costruita in ricordo di Sant'Agata, che insieme a San Marino e San Leo, risaliva il corso del Marecchia alla ricerca di un luogo adatto alla preghiera. Quel sodalizio però non rispecchiava i bisogni dell'ascetismo a cui i tre santi si erano votati e così decisero di separarsi.
Leone si stabilì sul Monte Feltro, Marino sul Monte Titano e Sant'Agata sul Monte di Perticara.
Ma anche da queste vette era possibile scambiarsi richiami di saluto e allora, per porre fine a questa sconveniente attrazione, Sant'Agata si rifugiò a valle, negli anfratti di una roccia detta 'Sasso del lupo' e 'Pietra anellaria', che da lei si chiamò prima 'Rocca di Sant'Agata' e poi 'Pagus di Sant'Agata'. Altri sostengono, invece, che il paese sia stato fondato dai Goti, dopo aver distrutto un castello nelle vicinanze.
Nel corso dei secoli Sant’Agata Feltria subì l’invasione dei Galli Senoni, la conquista da parte dei Romani e il duro giogo dei Longobardi. Fu uno dei più antichi possedimenti temporali della Chiesa di Roma.
Nell’874 Papa Giovanni VIII, scrivendo all’imperatore Ludovico rivendicò il possesso del “Monasterium S. Salvatoris in Cella Fausti”, località a 1 km circa dal Capoluogo Sant’Agata Feltria, ma più tardi l’Arcivescovo di Ravenna diede i possedimenti santagatesi ai Conti di Bertinoro, che a loro volta nel 1153 li donarono ai Camaldolesi.
Alternativamente Sant’Agata Feltria fu dominata dai Faggiolani, dai Guidi, dai Tarlati, dai Malatesta, dai Brancaleoni e dai Montefeltrio, che la diedero in feudo ai Fregoso di Genova ai quali rimase fine al 1660.
Durante l’epoca Napoleonica fu capitale del dipartimento del Rubicone e nel Risorgimento, i Cacciatori del Montefeltrio depositarono le armi nel Teatro Angelo Mariani.
Sotto la Signoria dei Fregoso, famiglia illustre che può vantare di aver dato alla città di Genova ben 13 dogi, la rocca venne trasformata in una signorile residenza. Un imponente complesso che nel 1631 - 1632 ospitò i Cardinali Antonio e Taddeo Barberini con il loro seguito, che erano venuti a prendere possesso del ducato di Urbino inviati dallo zio Papa Urbano VIII.
Nel 1715 la rocca fu restaurata dai Camerieri di camera del Papa Clemente VI, NATIVI DI Sant’Agata.
Sant’Agata sotto la Signoria dei Fregoso, si arricchì di nuovi edifici, come il seicentesco Palazzone, che ospita il Teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi teatri d' Italia, con struttura interamente in legno.
Oltre alla già citata Rocca Fregoso, Sant'Agata conserva uno splendido centro storico, perfettamente conservato, e diversi complessi di notevole valore storico, tra cui il Convento e la Chiesa di San Girolamo, la Chiesa Collegiata, il Convento delle Clarisse e la Chiesa di San Apollinare, che custodisce un'immagine miracolosa della Vergine.
Numerose le località di interesse storico-artistico che sorgono nei dintorni del paese, tra cui merita un posto di rilievo Petrella Guidi con il suo borgo medievale ancora intatto, il poderoso castello e la torre.
Sant'Agata Feltria con Rocca Fregoso in posizione dominante, il Teatro A.Mariani ricco d'arte, i suggestivi conventi ed una estesa corona boschiva costituisce un forte motivo di interesse per il turista desideroso di ammirare paesaggi, bellezze naturali e artistiche.
Sant'Agata Feltria è anche terra di funghi e di tartufo.
Dopo essersi riempito gli occhi delle bellezze di un paese ricco di storia, il turista avrà l'opportunità di visitare ed apprezzare, nelle quattro domeniche di Ottobre, che ospitano “la Fiera Nazionale del tartufo bianco pregiato”.anche una diversità di offerta: formaggio di fossa, miele e vino con una degustazione.
Nella bella cittadina del Montefeltro, non manca il diretto contatto con le realtà produttive del settore agro-silvo-pastorale del territorio e anche con quelle attività che ancora gravitano attorno alla dimora o al laboratorio di un artigiano.
Genuità e freschezza, accurata selezione sono la garanzia dei prodotti del territorio.






