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I Malatesta signorotti di Rimini

 
Ai Malatesta toccò sottomettersi pienamente al volere della Chiesa per poter riavere il loro territorio sebbene assai diminuito. Sigismondo Malatesta fu l'energico e valoroso condottiero e uomo di governo che la Chiesa nominò Capitano generale. Per il suo governo, che durò dal 1437 al 1468, è ricordato da vari storici come l'illuminato principe. Sua opera è il celebre e centralissimo Catel Sismondo, eretto nel 1446 e adattato a prigione all inizio del XIX secolo.
In amore fu per tre volte uxoricida, vinto da nuovi amori di cui il più potente rimase quello per Isotta degli Atti, a cui dedicò il meraviglioso Tempio Malatestiano. Da grande cultore e mecenate delle lettere e delle arti, la sua corte accolse gli uomini più insigni per la dottrina e per l'ingegno dell epoca che ancor oggi riposano sotto le arcate del tempio illustre.
 

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Dopo la lotta con il Duca Valentino che aveva sottratto il regno ai Malatesta, nel 1503 i Signori vendettero Rimini ai Veneziani che sei anni dopo la restituirono alla Chiesa la quale non perdonò mai più ai Malatesta l'infame tradimento. Nel 1543 Rimini passò definitivamente sotto il dominio dello stato della Chiesa che l'ebbe ininterrottamente fino ai tempi della Rivoluzione francese, quando cioè le truppe Giacobine occuparono Ravenna e l'intera Romagna che entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Era il 1797. Gioacchino Murat re di Napoli venne a Rimini più volte e, quando il suo tentativo di rendere l'Italia indipendente fallì, Rimini venne assegnata nuovamente alla sede Ponteficia. Nel 1815 quando il regno romano fu suddiviso in un Comarca (Roma e dintorni), sei Legazioni e tredici Delegazioni, Rimini era parte di un distretto della quarta Legazione.

L'autorità massima del comune ebbe titolo di Gonfaloniere e le sue funzioni furono coadiuvate da un consiglio di magistrati detti Anziani. In questi anni caratterizzati da ribellioni e moti di piazza, nonostante le crescenti difficoltà economiche, furono eseguiti diversi lavori di opere pubbliche e di assestamento cittadino. Nel 1824 fu costituito il lavatoio pubblico, formato da una grossa vasca preesistente, proprio di fronte al Palazzo dell Arengo e al Palazzo del Podestà sull attuale Piazza Cavour. Furono inoltre restaurati il ceppo di romana memoria e il castello malatestiano, l'allora sede del carcere. Intanto come anche negli altri stati italiani, così anche nello stato Pontificio e a Rimini, sorse l'opposizione carbonara con i primi processi e le relative condanne al carcere che resero celebre il Risorgimento italiano. I rivoluzionari di Rimini presero il sopravvento ai primi di marzo del 1931, tuttavia la festa dei tricolori durò poco. L'intervento immediato dell Austria sulla base del patto della Santa Alleanza pose presto fine ai sogni di rinnovamento. Lo scontro tra gli austriaci e i riminesi guidati da Carlo Zucchi dette prova del valore e dello spirito di sacrificio delle poche migliaia dei rivoluzionari che, sebbene scarsamente armati, sorpresero i nemici con la loro decisa resistenza. Mazzini stesso ricordò questa amara e coraggiosa sconfitta in uno scritto in cui citava la notte di Rimini del 25 marzo 1831. Altri moti significativi si verificarono in città nel 1844, anno in cui ebbe luogo il sacrificio dei Fratelli Bandiera, ai quali è oggi dedicata una via del centro storico.

Nell anno successivo sotto la guida del cospiratore Pietro Renzi si passò alla sollevazione della città, ma l'impresa durò solo tre giorni poiche la truppe svizzere ripresero subito il controllo della situazione e il Renzi con gli altri capi della sommossa dovette cercare salvezza nella fuga fuori dai confini. Dopo un decennio relativamente tranquillo Rimini nel mese di Marzo del 1860 Rimini con tutta la delegazione romagnola votò in un solenne plebiscito la propria unione con il Regno d'Italia sotto il governo piemontese. Da quell anno in poi anche a Rimini come nel resto dell Italia finalmente unita si organizzarono i movimento politici, da quelli della destra a quelli della sinistra. Nelle elezione svoltesi in questi anni la vita cittadina si evolse attraverso varie fasi amministrative fino alla guerra mondiale, quando le forze sociali si impegnarono nella generale polemica tra interventisti e neutralisti. Molti furono i soldati ed i caduti riminesi nella prima e nella seconda guerra mondiale. Quest ultima fu particolarmente disastrosa per la città che, trovandosi vicina alla linea gotica orientale, subì notevoli devastazioni per via dei bombardamenti che la ridussero in macerie. Rimini ne uscì pronta a rifarsi e a diventare la capitale odierna del divertimento balneare.

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