La Baia Vallugola è una stupenda insenatura, protetta ai lati da due promontori, che allungandosi sul mare fanno da separé tra Gabicce e Castel di Mezzo.
Secondo la toponomastica locale il nome Vallugola deriva secondo la prima ipotesi dal termine Valle lunula, che significa vallata scura
(grazie alla presenza del bosco) e secondo la seconda ipotesi è una trasformazione del termine Valle dell’ugola, dovuto al fenomeno dell’eco
che qui è possibile ascoltare.
La Storia:
Sin dal passato la baia venne considerata, dai naviganti, un luogo sicuro per l’approdo e addirittura gli antichi greci, che mai perdevano la costa di vista,
vi venivano a far rifornimento di acqua potabile alla Fonte Mida.
Secondo i reperti archeologici rinvenuti si presuppone ci fossero diversi moli, costruiti su palafitte e ampi magazzini usati come deposito per le merci.
Il porto di Vallugola già importante i epoca romana, seppure ben diverso nella sua morfologia rispetto ad oggi, divenne ancora più attrezzato e prestigioso
dal punto di vista commerciale dopo l’anno Mille e cioè dopo che i bizantini liberarono il territorio dalle invasioni barbariche e aumentarono gli scambi di
merci con la Dalmazia.

In epoca medievale, uno dei motivi di conflitto tra ravennati e pesaresi era proprio il controllo su tale scalo diventato ormai indispensabile, infatti mentre
il porto di Pesaro rendeva difficile l’attracco delle imbarcazioni, perché continuamente invaso da sabbia e foglie, la Vallugola era teatro di continuo via-vai
di navi mercantili che imbarcavano una grande quantità di prodotti dell’entroterra, quali olio, grano e altri cereali, fave, manufatti del luogo e via dicendo.
Tutto questo terminò nel 1614, quando la potente famiglia Della Rovere fece deviare il naturale corso del fiume Foglia(i detriti di sabbia e foglie erano infatti
trasportati dal fiume), per trasformare il porto di Pesaro e renderlo adatto ad ospitare navi più grandi e con pescaggio più profondo. Fu così che diventando
l’area portuale di Pesaro molto attiva, lo scalo della Vallugola perse tutta la sua importanza.
La Leggenda di Valbruna:
Si narra, da tempi ormai remoti, che intorno alla Vallugola, nascosta dal mare e dal suo fondale sabbioso, vi sia sommersa una città di origine romana chiamata Val Bruna.
Per anni e anni, studiosi, sommozzatori, esperti geologici ne hanno cercato i resti e le testimonianze invano e dell’Atlantide dell’Adriatico, scomparsa misteriosamente
nelle nebbie dei secoli, non vi sono tracce epigrafiche…nonostante ciò, molti giurano di aver visto nelle giornate più limpide, in cui le acque sono più calme e trasparenti,
di aver scorto i ruderi di antiche abitazioni, templi, colonne e strade.
Quello che è certo e dimostrato dai vari ritrovamenti di terrecotte, anfore, frammenti di statue e mosaici…nei pressi di Fiorenzuola, Gabicce e Vallugola è che questa zona,
sempre esposta ai raggi del sole e sempre riparata dai venti e dalle brezze marine, era fittamente popolata sin dall’epoca antica, per cui su tutto il territorio erano presenti
ricche ville di commercianti, magazzini e granai, frantoi e botteghe.
La spiegazione dei più scettici ai reperti archeologici trovati, è che la falesia, scivolando in mare durante i secoli, abbia trascinato con se i resti di questi insediamenti.
Tra le testimonianze storiche, delle civiltà antiche del territorio, troviamo un’epigrafe in vetta alla collina sopra Vallugola, la quale racconta che al tempo dei greci vi
era un tempio dedicato a Giove Sereno, protettore dei naviganti, i quali, seguendo la sua grande fiamma che attraversava ed illuminava le tenebre della notte, potevano arrivare a
destinazione sani e salvi.
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