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Morciano di Romagna

 
 
La storia di Morciano di Romagna ha origini molto antiche, fu colonia di Umbri, Etruschi e Romani, durante il periodo romana si ipotetizza che il paese possa essere stato fondato da un membro dell’antica e ricca famiglia Marcia. La scomparsa del "Castrum Morciani " (dal latino castello) probabilmente avvenne nella seconda metà del sec. XIII e fu causata dalle impetuose piene del fiume Conca che spazzarono via letteralmente ogni traccia di quel paese già in decadenza e in parte abbandonato. Tuttavia anche se politicamente questo non aveva nessuna importanza , il territorio dal punto di vista commerciale fu importante, tanto è vero che le comunità delle Colline del Valconca ne contendevano il possesso.

Dal i XII secolo fu terra di conquiste da parte di tutti gli eserciti che combattevano in Italia. Fu quindi conquistato dai Malatesta, dai Borgia, dalla Repubblica di Venezia, dagli eserciti spagnoli e dalle truppe papaline. Nel 1528 venne donato dal Papa alla famiglia Sassatelli di Imola in cambio dei favori resi nel liquidare la famiglia dei Malatesta.

Infatti già nel XIV sec. Morciano è diviso in due parti: il suo territorio alla destra del Conca, ciò che restava del borgo, apparteneva al Comune di Montefiore, mentre i terreni a sinistra del fiume, sui quali, fra l'altro , erano presenti numerosi "mulini", erano sottomessi al Comune di San Clemente. Morciano quindi continuava ad esistere ma era solo un "forum" o "emporius",come viene definito in uno statuto montefiorese, il cui controllo era fonte di notevoli entrate per il Comune di Montefiore. Quest'ultimo aveva la facoltà di determinare pesi, misure e dazi delle merci portate sui mercati morcianesi. Tale egemonia montefiorese causò in passato non pochi contrasti tra i comuni che allestivano mercato a Morciano.

Nella seconda metà del secolo XVI, quando per Montefiore era ormai cominciata la parabola di decadenza, i suoi consiglieri decretarono, in accordo con la Camera Apostolica, il trasferimento dei mercati di Morciano entro le mura della loro Rocca pensando così di arginare la crisi del loro Comune. Ma tale scelta non portò ai risultati attesi, e così, dopo pochi anni, i mercati furono risultati a Morciano. Da questo momento in poi Morciano conosce un continuo sviluppo. Una nuova chiesa parrocchiale viene fatta costruire, per disposizione dell'Abate di Scolca, dove sorge l'attuale, il che ci fa pensare che tutt'attorno ad essa dovesse già esistere gli edifici di un nuovo borgo. Nel 1621 viene svolto il primo censimento il quale rileva sul territorio morcianese la presenza di 53 famiglie per un totale di 283 abitanti. La crescita demografica ed economica crea nuovi problemi di viabilità e i morcianesi si vedono costretti a richiedere, nel 1755, che Montefiore provveda alla selciatura,o pavimentazione, delle vie del borgo.

La spesa non fu ritenuta necessaria e la selciatura sarà eseguita solo nel 1816.Verso la fine del '700 e durante tutto l'ottocento, assistiamo ad un ripopolamento di tutta la media e bassa Valconca in seguito al quale il borgo di Morciano diventa paese. Nel 1797 le truppe napoleoniche che avevano invaso l'Italia, imposero la soppressione e la chiusura dell'antica Abbazia di San Gregorio. Ogni suo bene fu acquisito dal conte riminese Luigi Baldini il quale fece trasferire la ricca fiera di San Gregorio, che per secoli si era tenuta nel chiostro del monastero, a Morciano determinando così un ulteriore impulso alla vita commerciale del paese. Sempre negli ultimi anni del secolo XVIII registriamo l'ampliamento, fino alle dimensioni attuali, della chiesa parrocchiale e la costruzione della piccola Cappella della Beata Vergine delle Grazie. Forte di una salda autonomia economica, Morciano comincia ad avvertire l'esigenza di un autonomia giuridica che gli permetta di gestire, libero da vincoli e tutele esterne,le proprie risorse.

Nel 1827 Morciano diventa Comune "appodiato" di San Clemente (gli appodiati erano comuni di ordine inferiore che si appoggiavano ad un altro maggiore, ma che avevano propri rappresentanti e potevano disporre delle proprie entrate) e più tardi, nel 1857, ottiene, per decreto di Pio IX, la completa autonomia.Un anno dopo viene eretto Comune indipendente e nel 1862 assume il nome di Morciano di Romagna. L'elezione a comune fu la logica conclusione di un processo di espansione in cui Morciano, da piccolo borgo, con poche case attorno alla chiesa parrocchiale, divenne paese, con una popolazione che nel 1865 raggiungeva i 1503 abitanti. Certamente tale espansione non rappresentò un fenomeno meccanico; inevitabile: la sua attuazione fu il risultato della volontà dei morcianesi che, con sagacia ed intelligenza, seppero crearne le condizioni politico economiche. A tal proposito occorre ricordare la presenza a Morciano, in quel XIX sec., di alcuni personaggi di ampie vedute sociali e sostenitori degli ideali risorgimentali, molti dei quali parteciparono, dalle cospirazioni del 1831 e 1848-49 alla campagna garibaldina del 1866, alla costruzione dello Stato Italiano.

Questi uomini-Ronci, Forlani, Giunta, Del Pino, Valentinotti, Giulietti, Bordoni, Ferri, ecc. alcuni dei quali appartenenti alla piccola aristocrazia fondiaria locale, furono i protagonisti dello sviluppo di Morciano prima e dopo l'unità. Da vedere: la Chiesa di San Michele Arcangelo- la Cappella della Beata Vergine – i Resti dell’abbazia di San Gregorio – Centro Storico Umberto I parte più antica del paese. -. La scultura di Arnaldo “il Colpo d’Ala” La Fiera di San Gregorio nasce nel 1067 per scambi e commercio tra mercati e agricoltori di tutto il territorio limitrofo. Conserva ancor oggi, grazie alla posizione centrale di Morciano nella Valle del Conca, il suo carattere agricolo e commerciale a cui si affianca dagli ’50 quello industriale. La Fiera si svolge annualmente nella seconda settimana di marzo per 8 giorni, esponendo bestiame, prodotti e attrezzatura agricola. Ogni anno a partire dal 1996, tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre Morciano ospita presso il Padiglione Fieristico la mostra-mercato dell’antiquariato di alta qualità “Morcianantico”. Espositori e Mercanti d’arte tra i più quotati a livello nazionale propongono all’attenzione del pubblico pregevoli manufatti, testimonianze di epoche e culture passate.










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