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Tempio Malatestiano Rimini

Tempio Malatestiano RiminiIl Tempio Malatestiano aperto tutto l’anno, fu la prima opera architettonica di Leon Battista Alberti, il grandissimo architetto e realizzatore geniale, che tradusse in quelle strutture i più alti canoni del classicismo. Al suo interno trovianmo opere di artisti di primo piano, quali Piero della Francesca e Agostino di Duccio.

Questo Tempio è il massimo monumento di Rimini, una delle chiese più importanti di tutto il Rinascimento Italiano.

Le fondamenta di una chiesa romano-gotica vennero poste dai Francescani nel corso del XII sec., solamente nel 1447 una bolla del Papa Nicolò V autorizzò la ristrutturazione della cappella medievale degli Angeli, intestata a Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo Malatesta e la costruzione di una nuova cappella intestata allo stesso Sigismondo, dedicata a S. Sigismondo di Borgogna.

L’opera fu commissionata a Matteo de’ Pasti.

Nel 1450 Sigismondo Malatesta dette inizio ai lavori, commissionando per l’esterno Leon Battista Alberti, affinchè realizzasse un progetto “moderno” che desse lustro, alla struttura e che celebrasse la gloria della signoria dei Malatesta.

Non essendo sufficiente il marmo dell’antico porto romano, fu necessario acquistare marmi dall’Istria, Verona e Ravenna. L’esterno del Tempio Malatestiano è tra i più mirabili esempi dell’arte di Leon Battista Alberti, sulla parte inferiore della facciata troviamo tre archi e colonne scanalate, che reggono la trabeazione dove la cornice riporta il nome di Sigismondo e l’anno di committenza.

I due archi laterali sono cechi e l’arcata centrale è il portale d’ingresso, con timpano e fregio di porfido; a lato scendono festoni marmorei di frutta. La parte superiore della facciata, palesemente incompiuta rivela l’imposta dell’arcata centrale fiancheggiata da alzate triangolari laterali.

Un basamento decorato da simboli malatestiani (rosa a quattro petali, elefante, lettere iniziali di Sigismondo intrecciate) scorre attorno a tutto l’edificio ornando anche i fianchi.

La maestosa opera di Leon Battista Alberti custodisce come un’arca tesori giustamente annoverati tra i più importanti del patrimonio italiano. L’interno del Tempio affidato a Matteo de’ Pasti, che proseguì i lavori nel gotico tradizionale, è arricchito da bassorilievi, decorazioni scultoree eseguite con la collaborazione di Di Duccio, Matteo Nuti e Cristoforo Foschi.

Mirabile bellezza “la Cella delle Reliquie” custodisce l’affresco raffigurante “Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti a S. Sigismondo” di Piero della Francesca 1451.

Nella terza cappella detta di San Girolamo o dei Pianeti e segni zodiacali, sotto il segno del Cancro è inserita una veduta di Rimini. Canestri marmorei colmi di frutta, putti alati decorano con festoni, sorreggono ciascun pilastro.

Lo spoglio presbiterio, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, custodisce nell’abside il “Crocifisso” dipinto del grande artista Giotto nel 1312 appositamente per l’antica chiesa duecentesca.

Nella Cappella degli Antenati e della Madonna dell’Acqua: sui pilastri, figure di profeti e sibille, e alla parete sinistra, l’arca “degli Antenati e dei Discendenti”, meravigliosa opera di Agostino di Duccio 1454, con bassorilievi di Minerva fra una schiera di eroi e il trionfo di Scipione l’Africano.
Nella parte dell’arca verso il muro vi è un medaglione con una scritta “questa è la vera effige di Sigismondo”.
Sull’altare si trova la quattrocentesca “Pietà” invocata dal popolo per avere la pioggia!

Ogni opera d’arte “Tomba di Sigismondo Malatesta, Tomba di Isotta degli Atti, gli Angeli”... tutto rispecchia la bellezza e la grandiosità rinascimentale!

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