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La nascita del Carnevale

Il CarnevaleCon la diffusione della religione cristiana, prima, e cattolica, poi, il Carnevale ha assunto il significato di inizio ufficiale delle celebrazioni quaresimali.

Di qui la ricerca del divertimento, col periodo di Carnevale, che segue immediatamente il periodo di Natale.

Il culmine delle celebrazioni carnevalesche viene raggiunto il martedì che precede l'inizio della Quaresima (Martedì Grasso).

Al carnevale segue un periodo sacro di quaranta giorni, in preparazione della solennità della Pasqua, che nella liturgia prende il nome di Quaresima ed inizia con il Mercoledì delle Ceneri. La Quaresima dura 40 giorni e la tradizione popolare antica voleva austerità e privazione da ogni divertimento.

L'etimologia della parola Carnevale è tuttora molto discussa: potrebbe derivare da Carnaaval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall'espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza).L’utilizzo delle maschere per carnevale

Le maschere sono state utilizzate dall'uomo fin dalla preistoria, quando gli stregoni durante i riti propiziatori indossavano piume di animali, sonagli e si truccavano il volto, con l’intenzione di allontanare gli spiriti maligni.
Ai tempi degli Egiziani e dei faraoni il popolo, mascherato e intonando inni e lodi, accompagnava una sfilata di buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo. I Greci invece dedicavano i loro riti a Dionisio.

E’ soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che si possono rintracciare le origini del nostro Carnevale. Nell'antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città tra fiumi di vino e danze e prevedevano l'uso di maschere, famosa era anche la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui tutti, giovani, vecchi, nobili e plebei si univano nei festeggiamenti.

In marzo e dicembre era poi la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell'arco di circa sette giorni durante i quali il "Re della Festa", eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze dove anche i gladiatori intrattenevano il pubblico con i loro spettacoli.

Fu con il cristianesimo che questi riti persero il loro carattere magico e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare.

Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse nei carnevali delle città. In quelle sedi il mascherarsi permetteva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, la caricatura di vizi o malcostumi. Quelle stesse maschere sono poi diventate simbolo di città e di debolezze umane.

Nel Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee dove assunsero però forme più raffinate, legate al teatro, alla danza e alla musica.

La festa carnevalesca raggiungerà il massimo splendore nel XVI secolo, nella Firenze di Lorenzo dei Medici, con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi.

Una trasformazione molto importante è quando, con gli attori della Commedia dell'Arte, alla fine del '500, alcuni dei tipici personaggi carnevaleschi prendono forma e vengono caratterizzati nel linguaggio e nella gestualità. Nascono "le maschere" che penetrano nella tradizione collettiva e ci accompagnano ancora oggi.