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Il castello di Montecolombo

Castello di MontecolomboE' difficile in realtà ricostruire con esattezza tutta la rete difensiva malatestiana che in questo territorio dell’Entroterra romagnolo “la Valconca” vedeva insediamenti fortificati sparsi a breve distanza. Infatti Lungo la media valle del Conca i borghi e i paesi più antichi sorgevano sulla sommità delle colline più accoglienti: cosi San Savino, (oggi frazione di Montecolombo) aveva la sua piccola rocca che sorvegliava la strada principale e le valli circostanti: Montecolombo, che staccandosi da Montescudo nel 1815 con l’editto di Pio VII si rendeva comune autonomo.

Montecolombo appoggiato come tutti gli altri castelli malatestiani della Valconca su una morbida collina domina il corso del fiume e la collina sottostante, è un paese che ha mantenuto nel centro storico gli elementi architettonici del suo castello, evidenti sono i tratti del borgo fortificato contornato da ampi spazi verdi e l’appartenenza al fitto sistema difensivo di questa zona, esposta agli attacchi proveniente dall’Alta Valconca, usato dai Signori Malatesta.

La posizione di tutti i castelli malatestiani era una scelta mirata permetteva sia allora che oggi di godere di panorami che si aprono sia sulla valle che verso San Marino che verso il mare, godendo della tranquillità delle colline arricchite da notevoli campagne di vigneti e uliveti, a pochi minuti dalle spiagge “La strada del paeseggio”della Signoria Malatesta era dunque questa zona.

Da Montecolombo si raggiunge velocemente San Marino, imboccando la stada di fondovalle si arriva direttamente ai primi rilievi Appenninici, verso un terrirorio che pian piano abbandona i tratti della bassa collina per divenire il territorio dei pascoli e dei boschi. Tuttavia l’attività agricola di Montebello è stata una una parte integrante per lo sviluppo del paese, che si trova tra i 39 e i 350 metri sul livello del mare e che ha sempre mantenuto stretti rapporti con la storia di Rimini, che lo governava già dal 568, è sotto diretto dominio malatestiano nel 1271 e con il vicinissimo castello di Montescudo formava una solida barriera protettiva di questo crinale, che se fosse stato conquistato avrebbe permesso a qualsiasi nemico di procedere velocemente verso la piana Riminese.

Dell'antico sito del Castrum Montis Colombi (dal latino colombus, colombo) è rimasto poco per far luce sulle sue origini antichissime. Certa è la presenza romana, indicata da lucerne, monili e reperti vari. I primi documenti risalgono al 568, quando Montecolombo faceva parte del Ducato di Rimini, ed al 962, quando il centro è menzionato come feudo di Ottone I.

L'epoca degli imperatori germanici (Federico Barbarossa ed Ottone IV) è caratterizzata dal passaggio di Montecolombo nelle mani di vari dominatori: la vicina Montescudo, Rimini ed anche la Chiesa di Ravenna. I Malatesta iniziano a determinare la storia del fortilizio a partire dal 1271, esercitando un vero e proprio dominio diretto. Nel 1504 viene occupata dai Veneziani, che succedono per breve tempo ai Malatesta.

Pochi anni dopo la Chiesa riprende il potere sulla Romagna, da secoli sua proprietà (la prima donazione delle terre romagnole al papato risale alla conquista dei Franchi, IX sec.) e fra i possedimenti troviamo anche il castello di Montecolombo. Pio VII distacca nel 1816 il centro da quello di Montescudo, riconoscendo la sua autonomia ancora oggi conservata. La preziosità del paesaggio di tutta l'area collinare romagnola, non permette di dimenticare il castello di San Savino, piccola frazione sulla strada crinale che va verso Rimini, nota per le sue fonti di acque minerali con proprietà terapeutiche a pochi chilometri da Montecolombo.