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Il Castello di Montebello |
Paese: Rimini Indirizzo: Montebello Provincia: Rimini Come si raggiunge: n.d. Proprietà: privata Visitabile: Si Condizioni: buone
Sito Ufficiale: Il Castello di Montebello
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Storia e leggende: La storia narra della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta, Guendalina che scomparve misteriosamente all'età di otto anni, mentre giocava rincorrendo una palla di stracci all'interno della fortezza del castello di Montebello.
Questa vicenda attira ai giorni nostri centinaia di turisti che, recandosi al castello sperano in cuor loro di divenire testimoni di qualcosa di soprannaturale.
La piccola Guendalina aveva una particolarità: era albina e a quel tempo questa particolare anomalia era considerato un segno di stregoneria e quindi frutto del demonio.
Le fu affibbiato il soprannome di Azzurrina in quanto la madre, per nascondere la sua malattia le tinse i capelli di nero.
Ma la tipica chioma degli albini non trattenne a lungo la tinta che colò lasciando però ai capelli un particolare riflesso azzurrino.
La leggenda dice che l' ultima volta che venne vista dal suo accompagnatore la bimba stava giocando a palla all'interno del castello in quanto era una giornata piovigginosa.
Guendalina, giocava con la sua palla di stracci e scomparve nell'intento di recuperarla, all'interno di un cunicolo alla fine delle scale che portavano nei sotterranei.
Questo è il racconto delle guardie preposte alla sorveglianza della piccola; di lei rimase il solo echeggiare delle risa felici nei sotterranei.
Non vennero mai ritrovati i resti della bambina e si ritiene decisamente impossibile che possa essere uscita dai cunicoli del castello in altro modo se non risalendo quelle stesse scale.
Fuori le mura, imperversava un furioso temporale che si placò con la scomparsa di Azzurrina.
Risate, giochi di bimba, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino, questi i fenomeni più volte uditi e registrati che si possono sentire solo in quegli anni che finiscono con lo 0 o il 5 nel giorno di solstizio.
Anche quest'anno, alla mezzanotte del 21 giugno 2000, la leggenda di Azzurrina attirerà fiumi di persone che vorranno essere testimoni di un ennesima manifestazione misteriosa.
Molteplici occultisti, studiosi, laureati e anche tecnici della rai si sono recati al castello la notte del 21 giugno per registrare i fenomeni e cercare di capirne la natura.
Ma una spiegazione non e' ancora stata trovata... Le registrazioni effettuate dai tecnici Rai vengono tutt'ora fatte ascoltare durante la visita guidata al castello.
La storia di Motebello Già nell’anno Mille le torri della fortezza di Montebello (Mons Belli) di origine militare romana (IIIsec. a.C.) come testimonia il nome “Mons Belli” “monte della guerra” erano là a sfidare i nemici della Romagna. da Torriana si giunge in pochi minuti al castello di Montebello, luogo di antiche battaglie, di magie panoramiche, di fantasmi, che ha conservato in barba ai secoli. e grazie alla sua posizione grifagna e solitaria, una struttura medievale pressoché intatta. Oltre i suoi bastioni e dietro la sagoma del castello le colline degradano verso la pianura e il mare. E all'orizzonte, azzurri nelle lontananza o nitidi nei giorni di sole, si scorgono i primi contrafforti dell'Appennino scuri di boschi.
Il castello di Montebello fu acquistato nel 1186 dai Malatesta che, in questa terra di confine dove tutti erano nemici di tutti, provvidero a dotarlo di fortificazioni, trovandosi infatti proprio in faccia agli insediamenti dei Montefeltro, nemici storici del Malatesta. Nel 1393 i Montefeltro con un audace colpo di mano, riuscirono a conquistare l'inespugnabile fortezza. Solo nel 1438 Sigismondo Pandolfo Malatesta riuscirà, con genio militare e spregiudicatezza strategica, a ricondurlo alla sua potente famiglia che viveva in quegli anni l'apice del proprio dominio. Ma l'inimicizia del papa Pio II Piccolomini e gli eterni rivali Montefeltro decretano l'inarrestabile declinio dei Malatesta. Il castello di Montebello nel 1463 passa ai conti Guidi di Bagno che ne sono tutt’oggi i proprietari.
E’ uno degli edifici storici più interessanti di tutto il territorio della Signoria malatestiana. è possibile leggere ancora con chiarezza gli interventi subiti nel corso di secoli, da quelli più strettamente militari a quelli finalizzati all'adattamento in dimora nobiliare. Il mastio e parte della fortezza sono risalenti all'originale struttura dell'anno 1000. La residenza signorile risale alla seconda metà del 1400 quando ai Malatesta subentrarono i Conti Guidi di Bagno.
La Rocca dei Guidi sorge su di un sasso ed è ancora integra, sulle sue mura millenarie sono state scritte storie di tragedie, di gloria e di morte. Una visita alla Rocca riserva molte sorprese anche per i tesori e i segreti che vi sono custoditi. Si trovano mobili di gran pregio che vanno dal 1300 al 1700. Bella la collezione di forzieri e cassapanche tra cui spicca una cassa dipinta risalente, si dice, alle Crociate. Cunicoli misteriosi, passaggi oscuri, pozzi profondissimi e strani accadimenti hanno alimentato la leggenda di Azzurrina del 1375. Sulle mura hanno combattuto I balestrieri dei Malatesta e dei Montefeltro. E più tardi gli Indiani "Ghurka" della ottava armata inglese, tutti morti sugli spalti nell'inutile assalto della fortezza mai conquistata. La “Porta d'ingresso” era un tempo il portone del Castello ed era preceduto da un profondo fossato asciutto, ora introduce al minuscolo borgo di Montebello il cui abitato conserva intatti tutti gli elementi urbanistici medievali. Subito dopo il Portale che introduce alla cerchia fortificata di Montebello, sulla destra, una rampa pietrosa conduce al Girone, ossia al secondo giro di mura, il bastione fortificato dentro a cui sorge la Rocca. La costruzione, innestata sulla roccia, corrisponde alla parte originaria della fortificazione. Attorno ad essa, tra XI e il XVI secolo, sono state aggiunte altre strutture che hanno dato al castello caratteristiche di palazzo gentilizio.
Il maschio della fortezza E' la parte originaria del castello. Le sue fondamenta innestano, in basso sulla roccia, un basamento esagonale a scarpa.
La Torre civica Di epoca medievale troneggia nell'abitato con la sua solida mole quadrata. Orientata in modo che la sua campana fosse udibile sia nella Valle del Marecchia che in quella dell'Uso, ha scandito nei secoli avvenimenti e pericoli imminenti. I sentieri Intorno alle mura che stringono il piccolo borgo corrono diversi sentieri, un tempo uniche vie d'accesso, tracciati dai passi degli antichi abitanti. I loro nomi sono ancora ricchi delle suggestioni natruralistiche del luogo: il Passo della Volpe, il Passo del Sasso, i Torricini. Ripristinati e debitamente segnalati salgono e scendono dai parcheggi ubicati intorno al borgo.
L'Armeria dell'Albana E' il primo edificio che si incontra in cima alla salita che conduce al Girone. Si tratta di un'antica pieve romanica, come la facciata del manufatto rivela chiaramente, che ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti e usi diversi: è stata fucina di fabbri ferrai, alloggiamento per le artiglierie ed ora accogliente enoteca.
La corte del castello E' racchiusa in un quadrato di pareti, in cui si individuano le due parti che com-pongono l'edificio. La più vecchia ha mantenuto le forme difensive originali, la più recente (XVI e XVII secolo) risente invece della funzione residenziale.
L'ala rinascimentale Costruita dai Malatesta a cavallo del 1400, custodisce decine di pezzi di arredo come quadri, mensole, specchi, cassettoni, autentici gioielli di arte e artigianato italiano fra il 1400 e il 1700.
La "Galleria di Azzurrina" Ricorda la tragica vicenda di Guendalina, la bimba, figlia del feudatario Ugolinuccio Malatesta, che in un tempestoso pomeriggio del solstizio d'estate del 1375, svanisce misteriosamente nei sotterranei della fortezza inseguendo la sua palla di pezza.
L'oasi naturalistica Si estende su 1200 ettari e costituisce la parte terminale del percorso sentieristico che dal Parco del Marecchia arriva fino a Montebello. Disseminati nell'oasi, che ha caratteristiche prettamente collinari e rocciose, un giardino botanico, la foresta, lo stagno, e una vasta presenza di specie animali. Sono stati contati sino ad oggi 8 specie di anfibi, 135 uccelli e 24 mammiferi. Fra le specie più rare figurano l'istrice e l'albanella. All'interno dell'oasi, lungo un intricato sistema di sentieri silenziosi e profumati nascono numerosi tipi di orchidee. Il periodo degli avvistamenti inizia con i primi tepori di Marzo e si protrae fino all'estate. A contorno crescono asparagi, lentischi, pungitopo, erica arborea, primule, ciclamini, vinca minor ed ellebori. In fase di organizzazione, prevede nel proprio perimetro un museo naturalistico che offrirà spazi e materiali per la ricerca e la sperimentazione.
| Galleria Fotografica di Montebello |
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