Guido Cagnacci
Dopo le mostre dedicate a “Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne” e a “Silvestro Lega, i Macchiali e il Quattrocento”, la Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì inaugurerà il 20 Gennaio una rassegna pittorica dedicata alla figura misteriosa ma affascinante di Guido Cagnacci.
Le sue opere presenti a Bologna, Cesena, Forlì, le possiamo ammirare anche nella Provincia di Rimini, qui un piccolo elenco:
I tre martiri Gesuiti del Giappone, Rimini, Chiesa di San Francesco Saverio (detta del suffragio)
L'Ultima Cena, 1615-16, Rimini, collezione privata
L'Ultima Cena, Rimini, Museo Civico
La Madonna col Bambino e tre santi carmelitani, Rimini, Chiesa di San Giovanni Battista
La Madonna, col Bambino ed i SS. Sebastiano, Rocco e Giacinto, Montegridolfo, Oratorio di San Rocco;
La vocazione di S. Matteo, Rimini, Museo Civico
Miracolo di San Giovanni Evangelista a Efeso, Rimini, Fondazione di Risparmio di Rimini
Processione del Santissimo Sacramento, Saludecio, Chiesa parrocchiale (San Biagio)
Ritratto di gentiluomo, Rimini, Collezione privata
S. Antonio Abate fra San Pantaleone e San Giuliano ospitali eroi, Rimini, Museo Civico
S. Marco, Rimini, Museo Civico
S. Pietro, Rimini, Museo Civico
S. Ignazio da Loyola, Sant'Arcangelo di Romagna, Chiesa Collegiata
San Giuseppe, Gesù e Sant'Eligio, Santarcangelo, Chiesa Collegiata
San Nicola da Tolentino, Rimini, Chiesa del Suffragio
San Pietro e San Francesco, Rimini, Museo Civico
Sant'Antonio predicante, Cesenatico, Chiesa parrocchiale
Santa Maria Maddalena, Bologna, Collezione Zambeccari
S. Sisto Papa, Saludecio, Chiesa Parrocchiale (San Biagio)
Studio per la testa di Sant'Ignazio da Loyola, Rimini, Museo Civico
Guido Cagnacci nasce nel 1601 a Santarcangelo di Romagna. Diciottenne è a Bologna, alla bottega di Ludovico Carracci. Tra il 1621 e il 1622 è a Roma, al seguito del Guercino.
Dal 1623 al '48 la sua attività si svolge in Romagna, dove gode della protezione di Monsignor Bettini, che nel 1635 gli commissiona la pala con San Giuseppe e Sant'Egidio.
Nel 1643 lavora ai dipinti del duomo di Forlì, mentre nel 1647 è a Faenza presso la potente famiglia Spada.
Dal 1648 si stabilisce a Venezia. Su invito dell'imperatore Leopoldo I, verso il 1660, si trasferisce a Vienna dove muore nel 1663.
La vita del pittore santarcangiolese è avvolta nel mistero, così pure la sua personalità. Poco si sa sugli ultimi anni della sua vita, solo qualcosa sui suoi spostamenti, ma è considerato uno dei grandi pittori del Seicento Italiano e una delle personalità più importanti e celebri della Romagna, (benchè per secoli è stato dimenticato).
Solamente nel 1959, dopo un’esposizione bolognese di artisti emiliano-romagnoli del ‘600, gli è stato restituito, dalla critica e dal pubblico, il posto rilevante che si meritava nel barocco italiano.
La sua formazione d’artista iniziò a Bologna, mantenuto per quattro anni dal padre, affinché apprendesse l’arte del pittore, poi sempre a spese del padre fece due viaggi a Roma, il secondo nel 1621. (questo è confermato da un atto notarile del 1643)
Inizialmente le sue opere artistiche sono legate all’arte sacra. Nel 1627 gli viene commissionata la decorazione della “nuova cappella Della Compagnia del Santissimo Sacramento nella Chiesa di Saludecio.
Nel 1628 viene bandito da Rimini, per essere fuggito con una nobile Teodora Stivavi vedova Battaglini, smette, dunque, di lavorare sul territorio riminese.
Grazie a Monsignor Bernardino Bettini nel 1634 gli viene commissionata la pala con San Giuseppe e Sant’Egidio per la chiesa di Santa Croce a Santarcangelo.
In questa sua prima fase, la sua attività risente dell’influsso di Caravaggio e del Guercino.
Mentre nell’ultima epoca, quella viennese dal 1657 al 1681 Cagnacci ritrova i motivi della sua prima educazione pittorica, che donano alle sue opere grande sottigliezza e novità.
Durante il suo viaggiare, ovunque si fermasse, Guido Cagnacci ha lasciato opere di grande valore e raffinata bellezza come “Il ritratto a Leopoldo I”
Archivio Eventi Rimini 2008






